Brillantante è cancerogeno? Oppure è un semplice detersivo?

Brillantante: si leggono e si sentono dire molte cose a riguardo, pertanto in questo post vorrei riportare delle informazioni inequivocabili con le quali, poi, ognuno potrà trarre le proprie conclusioni.

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Brillantante è cancerogeno?oppure è un semplice detersivo?

 

  1. Il brillantante è un detersivo e come tale va trattato. Pertanto va tenuto lontano dalla portata dei bambini e non va ingerito. Se va a contatto con la pelle è bene sciacquarsi tempestivamente per eliminare ogni traccia.
  2. Il brillantante ha come principale azione quella di mescolarsi nell’ultimo risciacquo e rompere la tensione superficiale dell’acqua, agevolandone la sua evaporazione durante l’asciugatura. Questo, però, non lavora direttamente sull’asciugatura. Indirettamente  permette a qualsiasi traccia di detersivo o acqua di scivolare via e quindi di non lasciare tracce. Per ottenere questo, ad ogni lavaggio, ne viene utilizzato 1mm cubo.
  3. Non utilizzare il brillantante  provoca residui di detersivo sopra le stoviglie. Nessun altro liquido, se non prodotto chimicamente in modo simile, ha le stesse caratteristiche.
  4. Il brillantante contiene: alcool denaturato; tensioattivi non ionici; acido citrico. Tutti le sue componenti  devono seguire la direttiva europea 675/548/CEE e tutti i successivi adeguamenti.
  5. Non esistono studi scientifici sulla “cancerogenicità”.

Etichetta riportata su molte confezioni di brillantante:

CARATTERISTICHE CHIMICO FISICHE

ASPETTO FISICO: liquido di colore azzurro

ATTIVO TOTALE: 31,0 ± 2,0

pH tal quale: 2,0 ± 1,0

PES0 SPECIFICO: 1,02 ± 0,01

COMPOSIZIONE CHIMICA

Regolamento CE 648/2004 e succ. mod.:

tra 15% e 30%: tensioattivi non ionici

inf. 5%: tensioattivi anionici, fosfonati

COMPONENTI MINORI

Conservanti (benzisothiazolinone, methylisothiazolinone).

 

Gli scritti sopra riportati costituiscono fatti oggettivi e non opinioni, non sono congetture oppure strani algoritmi.

 

Come tecnico specializzato consiglio sempre l’uso del brillantante e del sale specifico per lavastoviglie, in quanto il progettista ha pensato e costruito l’elettrodomestico associato all’utilizzo di questi due prodotti per garantire un bu

A questo riguardo invito a leggere l’articolo a pag. 66 della rivista “Altro consumo” n.319 novembre 2017.

 

A questo punto,  è fondamentale capire il processo di asciugatura per giudicare il brillantante.

lavastoviglie e brillantante
Brillantante è cancerogeno? Oppure è un semplice detersivo?

LA LAVASTOVIGLIE COME ASCIUGA

Il ciclo di asciugatura di una lavastoviglie prevede varie fasi:

  • Fase 1: Prelievo brillantante

Dopo aver prelevato la giusta dose di brillantante (circa 1gr ogni 10lt di acqua) questa si emulsionerà nell’acqua.

  •  Fase 2: Risciacquo e scarico

In questa fase le stoviglie sono state lavate, pertanto la lavastoviglie scaricherà tutta l’acqua presente nella vasca.

  • Fase 3: Riscaldamento

La scheda elettronica attiva la resistenza per iniziare il processo di riscaldamento dell’aria e dei materiali delle stoviglie, con l’obiettivo di far evaporare l’acqua. Questa costituisce la fase di asciugatura. Tuttavia, ci sono alcuni materiali che non permettono l’evaporazione, perché refrattari al processo di riscaldamento.

DEFINIAMO “ASCIUGATURA”

Una volta capito come funziona la nostra lavastoviglie, dobbiamo definire cosa intendiamo per mancata asciugatura .

Si parla di mancata asciugatura in 2 casi:

  • Quando solo su alcuni materiali ci sono tracce d’acqua, allora questo non costituisce un problema della lavastoviglie. E’ sufficiente procedere con l’asciugatura manuale attraverso un semplice canovaccio.
  • Quando tutta la lavastoviglie è bagnata, come accade alla fine del ciclo di ammollo. In questo caso è bene chiamare un tecnico specializzato per fare una diagnosi del problema in modo accurato e corretto.

 

Continua a seguirci e ti forniremo altre informazioni utili per il mantenimento dei tuoi elettrodomestici.